Il consolato israeliano a Istanbul si trova sulla Büyükdere Caddesi di Maslak, che non è un quartiere diplomatico — è un canyon di torri di vetro che ospitano banche e holding. L'edificio è stato evacuato del personale da tempo; la targa, si immagina, lucidata meno spesso di quelle nelle hall degli uffici ai piani superiori. La diplomazia aborre il vuoto, ma si scopre che un consolato vuoto produce un rumore piuttosto forte quando tre uomini armati si presentano alla porta.
“Un consolato vuoto produce un rumore piuttosto forte quando tre uomini armati si presentano alla porta.”
France 24 ci informa 18 che quasi 200 persone sono state arrestate nel blitz che è seguito. Sono molti arresti per la violenza di una sola mattina. È anche — questo è un pensiero — un numero che contiene multipli: gli uomini armati che sono arrivati, i poliziotti che hanno risposto, gli investigatori che si sono dispersi per la città, e poi moltissime altre persone che erano altrove quando è successo ma ora sono comunque in custodia. L'aritmetica di un'inchiesta antiterrorismo non è mai uno a uno.
Il dettaglio che colpisce, riportato da diverse fonti 124, è che un attaccante è stato ucciso e altri due feriti insieme a due agenti di polizia. Sono cinque persone, che è la quantità di vittime di una stanza piccola, e poi 200 arresti, che è la quantità di detenzioni di un matrimonio. La discrepanza è il punto. Un consolato che non funziona più come consolato — personale ritirato, porte incustodite — attira comunque la risposta cerimoniale completa quando viene messo alla prova. Lo status diplomatico dell'edificio persiste anche quando i suoi diplomatici no.
Turchia e Israele hanno entrambi dichiarato l'evento un atto di terrorismo, rileva la BBC 10, il che significa che hanno concordato sul genere se non sull'autore. L'accordo sul genere è a volte tutto ciò che rimane quando gli Stati non si parlano se non attraverso dichiarazioni. Il consolato stesso, vuoto o quasi, diventa meno un luogo di lavoro che una sorta di pronome istituzionale — un "qui" che sta per un "là", un edificio a Istanbul che denota un paese a una certa distanza verso sud-est.
Gli arresti continuano, si presume, sebbene i titoli siano andati avanti. È spesso così che funziona: l'incidente si risolve in poche ore, ma gli ingranaggi amministrativi macinano per settimane. Qualcuno, da qualche parte, sta ancora abbinando nomi a indirizzi, chiamate a registri, associazioni a sospetti. Il consolato, nel frattempo, rimane esattamente vuoto come il giorno prima dell'attacco — il che significa, un luogo definito meno da chi c'è dentro che dal fatto che qualcuno ha ritenuto valesse la pena avvicinarsi con una pistola.
